I miei Maestri
Robert St. John
Intuì inoltre che tali blocchi non
si manifestano solo sul riflesso dell'organo fisico del piede, ma anche sul
riflesso spinale della colonna vertebrale, corrispondente a tale organo.
Lavorando solo sui riflessi spinali, ebbe dei grandissimi risultati, che non
erano però permanenti, in quanto le persone ritornavano dopo un certo periodo
di tempo con lo stesso problema.
Nel suo lavoro di naturopata, egli
constatò che due schemi di base influenzano la nostra vita: lo Schema Afferente (che si muove
verso l'interno) e lo Schema
Efferente (che si muove verso l'esterno). Egli adottò questi
due termini dai suoi studi, e come esempio estremo riportò da un lato le
persone che si estraniano dalla vita (estremo afferente), e dall'altra le
persone che si tuffano nell'azione con troppo entusiasmo (estremo efferente).
Osservò che, quando egli toccava
il punto del tallone,
in caso di blocchi o squilibri in quella zona, le persone che ricevevano il
massaggio, cominciavano ad esprimere difficoltà
nel rapporto con la madre, nel prendersi cura degli altri, nel nutrire ed
essere ricettivi; mostravano inoltre scarso radicamento, ovvero
stentavano ad "avere i piedi per terra".
In base a queste esperienze Robert
St. John definì il tallone, il Principio
Materno.
Robert si domandò se fosse
possibile rintracciare nel corpo, anche un Principio Paterno.
Ogni volta che, incontrandovi dei
blocchi, massaggiava la prima articolazione dell'alluce, constatò che i
riceventi mostravano problemi legati
al padre, all'autorità in genere e alla difficoltà di esprimere le proprie
qualità paterne, come pure problemi a concedersi il diritto di
essere se stessi e persino di esistere.
Ne dedusse allora che se nella
prima giuntura dell'alluce si trova riflesso il Principio Paterno, e cioè il momento del concepimento
in cui il padre è più attivo, e sulla parte interna del tallone il Principio Materno, ovvero il momento
della nascita in cui la madre è più attiva, il percorso fra questi due punti
riflette il periodo della Gestazione.
Il lavoro su questa zona venne
pertanto definito Terapia Prenatale.
E fu in seguito ad un'attenta
osservazione e all'ampia esperienza maturata in questo lavoro che, con una
sottile intuizione, arrivò ad individuare nel Principio di Autoguarigione l'unica forma di
guarigione definitiva.
Giunse alla conclusione che questa
Tecnica lavora:
nel rispetto della libertà
interiore altrui,
senza interferenze,
ne indirizzi provenienti
dall'esterno,
permettendo alla Forza
Vitale della persona di muoversi e di fluire autonomamente per ritrovare la
propria piena potenzialità di fondo che è la vita.
Fu a partire da questa presa di
coscienza che
di
Metamorfica.
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Da
sinistra: Dario Vassia e Robert Saint John. |
Ascolta
la viva voce di Robert St. John
Robert St. John è deceduto il 1°
novembre
Fisicamente non è più con noi, ma
il suo spirito e la sua gioiosa risata continuano a esistere e a danzare tra
tutti coloro che l'hanno conosciuto ed amato.
Gaston Saint-Pierre
Gaston Saint-Pierre, canadese
residente a Londra, è stato un brillante allievo di Robert St. John, diventando
Praticante della Tecnica Metamorfica dagli anni '
Nel suo libro "Il Massaggio
che Trasforma", Gaston Saint-Pierre scrive:
"Nulla è permanente, nulla è
fisso, perciò sta a noi prenderci la responsabilità della nostra evoluzione e
cominciare a spingerci al di là delle nostre limitazioni. Il nostro potenziale
è illimitato e la scelta è nostra. Tuttavia, dalla vita stessa dipende la
nostra scelta e quella vita siamo noi".
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Da
sinistra: Gaston Saint-Pierre e Dario
Vassia. |
Gaston Saint-Pierre Fisicamente non è più con noi, ma
il suo spirito vola nell’universo a sperimentare i suoi insegnamenti sui principi universali.
Daniela Giglio
Daniela
Giglio è stata la prima insegnante che NEL
Un Grazie.
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Da
sinistra: Dario Vassia, Daniela Giglio e Gaston Saint-Pierre. |
Ringraziamenti
Vorrei concludere ringraziando i miei
insegnati di Tecnica Metamorfica che, attraverso la loro presenza ed
esperienza, hanno saputo farmi comprendere cos'è un catalizzatore e come nella
vita quotidiana tutti noi possiamo esserlo.
L'incontro con queste particolari
persone, insieme ad altre esperienze, mi rese più cosciente del mio cammino ed
è per tale motivo che intendo portare avanti questo lavoro che è per me,
strumento di crescita interiore e di consapevolezza dell'unità della vita.
Un
ringraziamento particolare a Simona Chiriotti e a tutti coloro che mi hanno
seguito.