Il Principio delle
Corrispondenze
Introduzione
Oggi nell'universo stanno
avvenendo rapidamente cambiamenti molto grandi. Tale movimento di energie
produce paura, alterazione dell'equilibrio interiore e caos nell'essere umano.
Questo stato caotico dentro e fuori di noi è dovuto, come si è detto, a
movimenti energetici molto forti e a profondi cambiamenti.
In questi ultimi anni sono venuti
alla luce molti insegnamenti diffusi mediamente diverse tecniche di crescita
interiore. Questi "strumenti" esterni consentono alle persone di
trovare, o meglio di ritrovare, il proprio cammino, il proprio equilibrio
interiore, indispensabili per vivere consapevolmente la propria esistenza
Il
movimento è il risveglio che permette il cambiamento:
il cambiamento può diventare
trasformazione e metamorfosi.
La vita stessa è una continua
metamorfosi ed è importante, se non addirittura necessario, abbandonarsi ad
essa, solo così veniamo in contatto con il nostro potenziale creativo, la
nostra consapevolezza, creando unità tra corpo-mente, materia-spirito, terra-cielo.
Anche in natura vi è una continua
metamorfosi: il bruco prima di diventare farfalla deve passare attraverso lo
stato caotico e informe della crisalide. Questa fase di abbandono è un momento
di trasformazione in cui è fondamentale che non vi siano interferenze che
disturbino e danneggino quel processo naturale che è la vita.
In essa il praticante si limita a
fare da catalizzatore: non provoca cioè il cambiamento o la guarigione della
persona che riceve il massaggio, in quanto è la forza vitale, la vita stessa,
che, facendo il suo corso, attua la metamorfosi.
La
vita stessa è il potere che guarisce
In seguito a quanto espresso,
rileviamo dunque come sia importante l'atteggiamento mentale di chi pratica
Del resto, se non possiamo
respirare, sorridere, mangiare, bere o dormire per un altra
persona, come potremmo pensare di poterla guarire?!...
La Teoria
Lo scopo della Riflessologia è di
provocare dei cambiamenti nel corpo, principalmente sul piano fisico. Il riflessologo lavora specificamente su aree corrispondenti a
malattie che egli tenta di alleviare.
Il praticante, lasciando da parte
i sintomi delle malattie, lavora sempre sullo schema prenatale in quanto area
che rappresenta l'epoca in cui le nostre forze e le nostre debolezze si sono
inizialmente stabilite.
Con
questo metodo si possono produrre dei cambiamenti ai vari livelli:
mentale, emotivo, comportamentale ed
anche fisico.
Il fatto più importante è che le
variazioni nel flusso energetico e lo stato di coscienza durante la gestazione
creano le caratteristiche con cui noi viviamo la nostra vita adesso.
Poiché il periodo di gestazione fa
parte del passato, ne consegue che il lavoro della Tecnica Metamorfica riguarda
quel tempo: ma il tempo non è qualcosa di lineare e gli eventi del passato sono
ancora con noi. Allentando la struttura del tempo, la forza vitale del paziente
può modificare le caratteristiche formatesi nel passato (che sono ancora
attive) e scioglierle, creando così una maggiore libertà interiore.
I principi e la pratica della
Tecnica Metamorfica possono essere usati: da soli o insieme ad altri metodi di
medicina alternativa. Data la sua semplicità, e il fatto che il trattamento è
piacevole e rilassante, molte persone hanno già deciso di utilizzarla come
strumento di crescita e di realizzazione del proprio potenziale.
In
sintesi, può essere usata da chiunque desideri un cambiamento nella propria
vita.
Il Principio delle
Corrispondenze

"
Essi corrispondono alle tre
strutture cellulari di base del corpo umano: tessuti duri, tessuti molli e
fluidi. Il principio ci fornisce la mappa per leggere quanto succede a noi, e
cioè la funzione delle varie parti del corpo e la comprensione del nostro
essere.
La pratica

La ragione per cui nella Tecnica
Metamorfica si toccano testa, mani e
piedi è che questa tre aree di comunicazione con l'esterno corrispondono alle tre azioni
primarie:
pensiero, azione e movimento.
Ciò spiega perché nella Tecnica
Metamorfica si lavora specialmente sui piedi: il nostro avanzare nel mondo
parte da essi che corrispondono alla qualità essenziale del movimento e sono
espressione del nostro radicamento della vita.
Cominciando dunque da essi, la
pratica prosegue con le mani (azione) e la testa (pensiero).
Come si pratica
Si attua un leggero sfioramento,
tramite i polpastrelli delle dita o del pollice, in su
e in giù lungo il riflesso della colonna vertebrale dall'alluce al calcagno.
La durata delle sedute è di venti
minuti per piede, dieci minuti per mano, cinque minuti per la testa.
La frequenza è di una volta la
settimana con persone che conducono una vita attiva. Sui bambini sono
sufficienti dieci minuti al giorno.
Il Distacco

In questo lavoro è di primaria
importanza che il praticante abbia ben chiaro qual è il proprio ruolo nel
processo di metamorfosi: quello di catalizzatore.
Facciamo un parallelo con ciò che
accade in natura, quando, per esempio, la ghianda cade dalla quercia e viene in
contatto con la terra, il suo catalizzatore. Non è la terra a far sì che la
ghianda diventi quercia, ma è la forza vitale, la vita stessa della ghianda, a
consentire la trasformazione.
Nella Tecnica Metamorfica, dunque,
il praticante
deve fungere da catalizzatore, e quanto meno è coinvolto, tanto più è un buon catalizzatore.
Non
è lì per fare diagnosi,
nè per far guarire o provocare un cambiamento,
pertanto, durante il trattamento, deve
assumere un atteggiamento distaccato :
il distacco infatti è una forma sottile di presenza.
Queste qualità di distacco e
compassione si possono notare nei genitori quando osservano il loro bambino che
impara a camminare: il bambino si alza in piedi, comincia a camminare, poi cade
ripetutamente. Se essi si precipitassero ad aiutarlo non imparerebbe mai a
farlo da sè.
I genitori sanno che il bambino ha
la capacità di camminare, sanno pure che devono lasciarlo imparare a suo modo,
anche se desiderano aiutarlo; si fanno da parte e rimangono distaccati pur
sentendo grande amore e compassione.
Abbiamo ripetutamente osservato
che la pratica all'interno del gruppo famigliare è di particolare efficacia.
Ciò potrà forse stupire, in quanto i genitori tengono ad avere difficoltà ad
essere distaccati, soprattutto se il figlio è portatore di qualche handicap.
Eppure, avendo i genitori un così
stretto legame genetico con i figli, è come se disponessero di speciali doti
intuitive: quando toccano i piedi dei loro figli, le loro dita vengono in qualche
modo guidate dalla conoscenza fornita loro dalle proprie cellule